Lo so che non vi piace, ma è così

Mi corre l’obbligo di avvisare tutti i miei concittadini di un qualcosa che ci sembra sfuggire.

Vi ricordate di quando si usciva di casa e i signori con il cappello se lo toglievano quando salutavano una signora conosciuta? Ebbene quei tempi non torneranno più.

Vi ricordate quando si andava in banca a chiedere un prestito “sulla parola” e il direttore che ci stimava ce lo concedeva? Ebbene quei tempi non torneranno più.

Vi ricordate quando non c’era nessun bisogno per le persone normali di conoscere le lingue straniere perché l’economia era a carattere nazionale e saper leggere e far di conto era sufficiente per “farsi una posizione?” Ebbene quei tempi non torneranno più.

Vi ricordate di quando avevamo la nostra valuta nazionale e la nostra competitività con l’estero era data dalle svalutazioni della nostra moneta per avere prezzi concorrenziali sui mercati? Ebbene quei tempi non torneranno più.

Vi ricordate di quando si poteva andare in pensione minima a quarant’anni? Ebbene quei tempi non torneranno più.

Vi ricordate quando gli unici avanzamenti di carriera e quindi di stipendio si avevano solo per anzianità? Ebbene quei tempi non torneranno più.

Vi ricordate quando si lavorava una vita sicuri che alla fine sarebbe arrivata la pensione? Ebbene quei tempi non torneranno più.

Vi ricordate di quando il verduraio che lavorava sodo dalle tre del mattino fino a sera si poteva comprare gli appartamenti in centro frutto del suo lavoro, pagando le tasse solo per una piccola quantità? Ebbene quei tempi non torneranno più.

Vi ricordate di quando fare il professore a scuola era un lavoro più che dignitoso? Ebbene quei tempi non torneranno più.

Vi ricordate quando gli operai specializzati, gli idraulici, i piastrellisti e gli elettricisti parlavano il dialetto delle nostre nonne? Ebbene quei tempi non torneranno più. Oggi parlano lingue a noi ignote.

Vi ricordate di quando a viaggiare in aereo erano solamente pochi privilegiati che venivano coccolati e viziati dalle hostess che facevano una delle professioni più invidiate al mondo? Ebbene quei tempi non torneranno più.

Mi duole farvelo notare, ma i tempi passati sono, per l’appunto, passati. E non torneranno più.

Mi duole farvelo notare ma nel mondo di oggi, quando esplode una bolla speculativa immobiliare a sette fusi orari di distanza da noi, le conseguenze le sentiamo tutti e subito, in tutto il mondo.

Lo so che vi dispiace, ma non ci si può far nulla. È così.

Mi duole farvelo notare ma oggi le aziende chiudono le fabbriche e i call center nel nostro paese e li aprono in India, in Romania o in Bangla-Desh. E questo non perché in quei paesi siano cattivi, ma perché, essendo poveri, rendono più conveniente “investire” da quelle parti.

Quindi le incivili condizioni di lavoro, dei diritti e  delle tutele dei lavoratori in quei paesi lontani, incide direttamente sulle nostre economie, sulle nostre tasche.

Mi duole farvelo notare, ma l’ostinarsi a dire “non me ne frega” della situazione sociale nei paesi lontani dal nostro, non è una risposta intelligente, perché non siamo più un sistema chiuso.

Mi duole farvelo notare ma nel mondo di oggi si comunica a costo zero da una parte all’altra del pianeta e si leggono dovunque le stesse notizie e si scambiano opinioni, impressioni, notizie. Quindi avviene che un giovane lavoratore del Pakistan sia in diretta concorrenza con un giovane lavoratore di casa nostra. Anche se rimane in Pakistan. Perché parla inglese, per esempio.

Mi duole farvelo notare ma nessuna delle nostre università risulta essere di eccellenza né mondiale né europea e oggi il mercato della ricerca internazionale è appannaggio di università anglosassoni o orientali. E questo fatto è collegato al fatto che da noi non esista più un’industria d’eccellenza. Non più la farmaceutica, non più la chimica, non più la siderurgica, non l’agroalimentare, non l’informatica.

Mi duole farvelo notare, ma il passato non tornerà. Dovremo combattere in un mondo sempre più aperto e globale, e non ci possiamo fare nulla. Se non cercare di combattere in QUESTO mondo, in QUESTO tempo presente.

Mi duole farvelo notare ma è inutile fare oggi una legge, ad esempio, sul comportamento di un sito web, perché i server sono ospitati in paesi che hanno diverse legislazioni. Oggi l’economia del mondo ragiona in maniera globale, senza i confini. I soldi che versiamo al supermercato se ne vanno in svizzera, in Francia, in Brasile…. non rimangono qui da noi, come accadeva un tempo.

Lo so che non vi piace, ma è così il mondo oggi.

Quindi, se mai avessimo a cuore le sorti della nostra nazione e quindi di noi tutti, dovremmo potenziare la scuola e l’università per i nostri figli, dovremmo far studiare a tutti l’inglese BENE (altro che i corsi di vernacolo!!!)

Abbiamo visto tutti che fine hanno fatto le abitazioni travolte dall’onda di tsunami di più di venti metri. Spazzate via. Non servirà a nulla chiuderci in casa perché i cambiamenti che stanno avvenendo sono come uno tsunami contro il quale l’egoismo e il menefreghismo, oltreché moralmente esecrabile, è idiota.

L’onda la si deve incanalare, prevedere, governare. Dobbiamo cambiare in fretta il nostro modo di vivere, in maniera creativa ed efficace.

Lo so che non vi piace e che vorreste rinchiudervi in casa “e tutto il mondo fuori” come Albachiara. Ma verrete spazzati via, tutti.

Gianluca Floris

Advertisements

About gianlucafloris

"gianlucafloris" punto "me" "gianlucafloris" dot "me"
Gallery | This entry was posted in Uncategorized. Bookmark the permalink.