I conservatori, i progressisti e la legislazione sul lavoro in Italia.

Il secondo principio della termodinamica “for dummies”:

se porti a ebollizione un acquario puoi ottenere una zuppa di pesce, ma da una zuppa di pesce raffreddata non potrai mai ottenere di nuovo l’acquario“.

Questo per dire che la storia, la natura ed il cosmo viaggiano su una freccia orientata e questa freccia è il tempo. Il tempo va, non lo si può fermare né cambiare di verso.
È necessario fermarsi su questo quando si parla del momento storico che stiamo vivendo. Il mondo sta subendo la più rivoluzionaria delle rivoluzioni che mai ha attraversato. Il web ha velocizzato così tanto la storia, ha così tanto permeato la realtà, il nostro quotidiano, il mondo economico e finanziario del pianeta, da trasformarlo in una maniera mai vista e pensata prima. E indietro non si tornerà. Mi dispiace molto ma è così. Nulla sarà più come prima e non c’è assolutamente nulla che possiamo fare per evitare lo scorrere del tempo e quindi della storia. Non si può tornare all’acquario.

Seconda considerazione:
Il flusso dei capitali si comporta come l’acqua: va dove trova spazio.

Chiunque abbia avuto la sventura di trovarsi nel mezzo di una alluvione, sotto un tetto non sigillato o in situazioni simili, sa che in questi casi non c’è niente da fare: se l’acqua trova uno spazio ci si infila. Nella stessa maniera si comportano i capitali: vanno dove maggiormente gli conviene. L’unica alternativa è quella di costruire dighe, impermeabilizzazioni, manutenzioni degli argini: rendere insomma “conveniente” all’acqua fermarsi nei bacini di raccolta, entrare nelle grondaie e nelle caditoie per evitare che ci inondi le strade e le case.

Terza considerazione:
“Dopo internet nulla sarà più come prima.

L’invenzione di internet ha accelerato una tendenza che il mondo ha sempre avuto: quella di unirsi sempre più. Con l’interconnessione del web tutto viaggia in tempo reale sul pianeta: le informazioni, le idee, i soldi. Chiaramente i primi a sfruttare questa opportunità sono stati i capitali che sono andati a giocare con le speculazioni finanziarie di tutto il pianeta per gonfiarsi ancora, e sono andati a produrre nei paesi dove la manodopera costa di meno e dove i diritti dei lavoratori semplicemente non esistono.

Come è possibile combattere questo fenomeno per pensare alla rinascita economica necessaria alle nostre terre, alle nostre nazioni, alla nostra Europa?

Tre le reazioni dominanti: quella conservatrice, quella progressista e quella dell’acqua egoista.

– Quella conservatrice è quella di dire: “non dobbiamo cambiare nulla, dobbiamo continuare ad agire come quando c’era l’acqua e dobbiamo combattere chiunque provi a cambiare la situazione”.

– Quella progressista dice: “Dobbiamo attrezzarci perché l’acqua trovi conveniente tornare a occupare le nostre terre”.

– Quella dell’acqua egoista: “Dobbiamo fare in modo che tutto il mondo diventi accogliente per l’acqua come ora lo sono i paesi con la manodopera a un dollaro al giorno e senza tutele costose”.

I conservatori di oggi ritengono possibile tornare allo stato passato (quando c’era acqua) semplicemente rifiutandosi di cambiare alcunché. Ma questo “luddismo economico” nasce già sconfitto dalla storia in virtù del “secondo principio della termodinamica” sopraesposto con l’esempio dell’acquario. Nulla tornerà come prima perché nulla è come prima.

L’acqua egoista cerca invece di far sì che tutto il mondo si impoverisca nei diritti e nella redistribuzione delle ricchezze per far sì che possa operare anche nell’occidente così come fa nei paesi in via di sviluppo. Poco importa all’acqua/capitale che così si impoverisca tutto il mondo, tanto il grosso dei guadagni lo si fa con i trucchi finanziari virtuali e non più con la produzione.

I progressisti invece – fra i quali mi ascrivo orgogliosamente – ritengono che le acque vadano governate con dighe e argini sempre in ordine. I progressisti vogliono far tornare l’acqua facendo in modo che trovi di nuovo conveniente tornare da noi.

– Bisognerebbe lottare per i diritti e le tutele dei lavoratori di tutto il pianeta.
– Bisognerebbe nazionalizzare le banche per riportare i loro guadagni nel welfare
– Bisognerebbe VIETARE le vendite allo scoperto e tassare pesantemente le rendite esclusivamente finanziarie.
– Bisognerebbe tutelare i lavoratori TUTTI e non il lavoro dei pochi che ce l’hanno.

La lotta in atto nella sinistra italiana oggi è uno scontro fra conservatori e progressisti tutti e due nominalmente “di sinistra”.

I conservatori, come sempre nella storia, si oppongono a qualsiasi cambiamento restando illusi che il secondo principio della termodinamica possa essere eluso. Come con il Congresso di Vienna, quando le monarchie si erano illuse di poter frenare la richiesta di uguaglianza e di democrazia semplicemente restaurando la situazione precedente. Non ha funzionato (è la Storia a dircelo) perché qualsiasi conservatorismo ad oltranza non può funzionare. Contro la termodinamica non si può andare, in questa parte dell’universo.

I progressisti, a ogni passo che cercano di fare nella direzione voluta, vengono tacciati di fare solo il gioco dell’acqua egoista. Vengono frenati in ogni loro proposta accusandoli di essere “servi del capitale” solo perché vorrebbero trovare nuove risposte a nuovi problemi.

L’acqua egoista, invece, vince sempre grazie proprio al lavoro dei conservatori. Più questi ultimi si ostinano a non voler modificare la situazione, più l’acqua ha gioco a ricattare: “Vedete? Noi capitali non possiamo tornare da voi perché i lavoratori hanno ancora troppe tutele. Toglietele”.

La vera sinistra è sempre stata progressista, per il miglioramento della condizione umana, di TUTTI gli uomini. Il capitale ha inventato la rivoluzione industriale? E i progressisti hanno inventato i movimenti dei lavoratori e dei sindacati. Il potere rafforzava lo sfruttamento del poopolo? E i progressisti hanno inventato le rivoluzioni e poi la democrazia.

E chiunque creda che una qualsiasi nazione possa fare a meno della interconnessione sovranazionale oggi, che possa chiudere le frontiere imponendo al suo interno una situazione uguale a quella di trenta anni fa, non è né un conservatore, né un progressista: è un imbaculus. O un leghista, posto che le due cose siano diverse. Anche i leghisti infatti credono che ci si possa far beffe del secondo principio della termodinamica riportando i “bingo bongo” in Africa, gli arabi in arabia e i cinesi in Cina.

Davanti allo tsunami da trenta metri, ostinarsi a rimanere orgogliosamente nella propria casetta in riva al mare dicendo: “Io da qui non mi muovo perché mio padre l’ha costruita con le sue mani e col sudore della sua fronte” equivale a dire “voglio la stessa legislazione sul lavoro che abbiamo conquistato con tante lotte quaranta anni fa”.

Lo tsunami è arrivato da tempo e si chiama globalizzazione. Che ci piaccia o no. Occorre con urgenza trovare tante soluzioni. Nuove. Questo, da sempre, è il compito dei progressisti, quello dei conservatori è di cercare di stare nella casetta sulla spiaggia fino a che la Storia non li spazzerà via.

Gianluca Floris

 

 

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