Quello che si dovrebbe fare a questi dipendenti pubblici.

Una storia di assoluta fantasia.

Una scuola superiore dell’hinterland cagliaritano.
Un allievo, Bobore (nome di fantasia), che ha avuto per gli anni precedenti una certificazione di un disturbo del comportamento ed è stato in cura al centro di igiene mentale. Poi la commissione sanitaria decide che non ha più bisogno del sostegno scolastico.

Bobore oggi a scuola passa tutte le ore curricolari a fare il verso degli animali, a gettare gli zaini dei compagni giù dalla finestra e altre azioni di questo genere.

Il professore supplente di italiano, appena nominato, si accorge che qualcosa non va e al primo collegio dei docenti riunito a causa dei comportamenti del ragazzo fa presente la situazione:

Bobore è un ragazzo di spiccata intelligenza, superiore alla media dei suoi compagni, ma presenta chiari sintomi di disturbo psichico. Dovremmo segnalare la situazione alla famiglia“.

Il preside a questo punto taglia corto:

La scuola non si può occupare di queste cose. Il ragazzo va sospeso per cinque giorni. Mi ha promesso con una stretta di mano che non si comporterà più in questa maniera

Ma questo ragazzo ha un disturbo – tenta il supplente – che deve essere curato….

Il preside insiste con la messa ai voti della sospensione.

Una settimana dopo Bobore picchia due compagni, ne minaccia altrettanti e continua in aula a fare i versi di tutti gli animali della campagna e anche della giungla.

Bobore verrà ora espulso anche da questo istituto superiore, nonostante dotato di una vivida intelligenza, perché un preside dice che “la scuola non si può occupare di queste cose“.

Così noi avremo domani un ragazzo che non ha potuto finire la scuola dell’obbligo perché gli sono state negate le assistenze di cui ha bisogno, avremo per strada un disturbato psicotico che, non essendo mai stato curato, combinerà dei guai. Avremo presto un ospite delle prigioni di stato che avrà l’unica vera colpa quella di essere nato in una famiglia senza strumenti intellettuali, di avere frequentato tre istituti superiori che non hanno voluto segnalare il problema né alla famiglia né ad altri.

Questa storia di assoluta fantasia finisce male di sicuro.
Per fortuna è solo fantasia.

Perché se fosse una storia vera io vorrei vedere quel dirigente scolastico (preside) licenziato su due piedi e vorrei vedergli negata per sempre la pensione. Stronzo.
E con lui vorrei vedere licenziati e radiati per sempre quegli insegnanti che al collegio annuivano in silenzio e che non hanno aiutato Bobore e che lo hanno lasciato solo. Stronzi.

Diritto allo studio e diritto ad essere curati. Per tutti ma soprattutto per chi ha meno strumenti. Per tutelare questi diritti davvero, si dovrebbe poter licenziare e radiare per sempre tutti quegli stronzi. Subito.

Gianluca Floris

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