La teoria del grande complotto – Qualche spunto

Ho scritto questo articolo dopo aver trovato il gioco “Il piccolo sociologo” in un pacchetto di merendine. Mi sono subito messo al lavoro.

Le grandi teorie del complotto sono sempre più di moda e mi sono chiesto come mai. Ho provato a fare un mio studio e delle considerazioni personali.

Innanzitutto: Perché così tanta gente è alla costante ricerca di una teoria del complotto che spieghi la realtà “unendo i puntini” apparentemente più lontani tra loro?
Secondo il mio parere per nulla scientifico e basato solo sulla ormai pluriennale attenta osservazione dei miei amici e conoscenti “vittime del complottismo”, il credere nel “grande complotto” è come credere in un Dio immanente, più pagano che cristiano, credere che ci sia qualcosa “più grande di noi” che decide “per noi” sia quello che ci accade di male che di bene.
Diciamo che è un meccanismo naturale e istintivo nell’uomo, dal quale è forse impossibile liberarsi. Ma il “complottismo” affligge maggiormente coloro che si dicono “atei”, ma che in realtà sono solamente contro la Chiesa. Il loro atteggiamento è infatti puramente dogmatico-fideistico. Niente di più lontano da un atteggiamento critico e scientificamente analitico di quello che ci accade. Solo la fede cieca nel fatto che “c’è dietro un piano” e che qualcuno di potentissimo sta tramando ai nostri danni per ucciderci tutti.

Un’altra spiegazione che ho trovato al grande successo della teoria del complotto è che atechisce particolarmente su chi sente su di sé la frustrazione di una vita non soddisfacente, ai margini della società. Una vita che non ci soddisfa viene così in qualche modo “risarcita” e “scusata” da un grande e importantissimo segreto fondamentale per la storia del mondo. È un modo per dire: “sì: ho fatto una vita di merda ma non è colpa mia. Come potevo combattere io da solo il grande complotto?”. E in un certo qual modo ci sembra che non sia vero che non contiamo niente e che siamo dei buoni a nulla perché, in fondo, abbiamo capito tutto del “grande complotto” e “che cosa c’è dietro”.
Questo elemento “consolatorio” è uno dei grandi motori della diffusione delle teorie complottiste, dalle più idiote a quelle più ardite.

Ancora una spiegazione del grande successo delle teorie complottiste è il fatto che apparentemente trovano parecchi riscontri.
Per esempio: ammettiamo che io sia convinto che la grande crisi economica che ci affligge in questi anni sia causata dai rettiliani che occupano i posti di potere nel pianeta e che si riuniscono periodicamente nel Gruppo Bilderberg, basterà digitare su Google: “bilderberg rettiliani crisi” e mi verranno fuori tantissime pagine che appagheranno e certificheranno la mia intuizione come vera e provata dai fatti.
Oppure se io sono convinto che le scie chimiche nel cielo vengano diffuse per diffondere il cancro fra tutti noi, basterà che su Google digiti “scie chimiche cancro” ed ecco che avrò tutti i link che mi proveranno il fatto che mi sono ammalato o che mi ammalerò non per colpa mia o dei miei geni marci, ma per colpa di un “grande complotto” volto solo al nostro male.

Inutile dire che il fatto che troviamo in rete qualcuno che abbia la nostra stessa idea strampalata, non vuole certo dire che questa è vera. in rete c’è tutto e il contrario di tutto. Ci sono le prove di come Berlusconi volesse veramente il bene dell’Italia e di come invece volesse la nostra distruzione. Chi cerca prove di una delle due opzioni ignora le altre e viceversa. Non è con la modalità “confermativa” che si fa informazione.

La fede nella “teoria del complotto” è, appunto, una fede. E come tale non ammette contraddittori e obiezioni di tipo scientifico. Non accetta nemmeno ricerche laiche e razionali, ma solo raccolte di fonti “attendibili” ovvero “embedded” presso lo stesso esercito mio.

le teorie del complotto si appressano a diventare sempre più incisive anche nel campo politico, dove ormai da decenni non si parla più di programmi ma si “parteggia” fideisticamente per una parte.

Il prossimo soggetto determinante della politica italiana, ad esempio, fa molti proseliti proprio battendo su questo tasto: che il “grande complotto” vede alleati tutti: destra e sinistra in nome del male e contro i cittadini. Non dice che destra e sinistra sono l’esatto specchio di chi li ha votati. No. fa credere che noi “buoni” siamo angheriati dai cattivi del “grande complotto” e che solo loro, che sono puri, potranno salvarci tutti.

Questo personaggio manovra con sapienza i simple minds e gli ha già fatto credere che si possano lavare le mutande sgommate con una pallina di gomma in lavatrice senza detersivo, che l’AIDS è tutta un’invenzione ( e che il mio amico è morto di una balla) e adesso che potremmo vivere tutti benissimo senza più onorare il pagamento dei titoli di stato alla scadenza.

Eppure nessuno si sogna di andare a dirgli che queste sono balle, perché chi gli crede lo fa in maniera “fideistica”, sacrale, magica, religiosa, dogmatica. Chi prova a dire che il re è nudo mettendo in evidenza che quelle sono balle, viene bollato come “Parte del grande Complotto” dal quale chissà quale segreti vantaggi trae o ha tratto.

In questo periodo di nuovo oscurantismo nel quale è precipitata l’Italia, fino a ieri follemente e stupidamente convinta di stare in un’oasi di pace e benessere, il complottismo trova terreno non solo fertile, ma abbondantemente arato e concimato per poter raccogliere le messi del consenso dei fedeli.

La cosa preoccupante è che tutte le teorie del complotto teorizzano che lo scopo di tutto è il nostro male e la nostra distruzione. Quindi la diffusione del complottismo ci priva delle energie di molta gente che invece potrebbe combattere, elaborare progetti, contribuire allo sviluppo di tutti.

Come combattere contro questa nuova ignoranza italica così nefasta?
Alcune le possibilità:

1 – Potenziamento della scuola e della università nel senso del miglior livello di istruzione. Una nuova età dei lumi. Quasi impossibile; la maggioranza degli insegnanti sono vittime o potenziali vittime del complottismo.

2 – deridere ostinatamente e pubblicamente tutti coloro che espongono queste minchiate fino a isolarli socialmente e a costringerli di nuovo nelle catacombe. Questo nel mio piccolo lo faccio già.

3 – Tirare fuori una “magia bianca” che combatta la “magia nera” del complottismo pessimista. Tirare fuori scientemente una teoria del complotto ma a “fin di bene” per istillare a tutti la convinzione che, comunque vada, ci salveremo tutti. Che lassù qualcuno ci vuole bene.
Magari una teoria del complotto che dice che, comunque andrà, il mondo è spinto al bene e alla fratellanza.

L’ipotesi tre sarebbe sicuramente la più efficace se non fosse che le teorie del complotto maligno hanno forse fatto troppa strada. Figuratevi che quasi tutti i complottisti oggi sono convinti di vivere in un mondo molto peggiore di quello degli inizi del secolo. A dispetto dell’assistenza sanitaria, della scuola per tutti, della aspettativa di vita media, del livello medio di reddito, dell’acqua corrente e potabile in ogni casa, della possibilità di denunciare un sopruso o un delitto, dal poter comunicare con chiunque da qualsiasi luogo…

Tutte queste cose non contano per i complottisti. I telefonini sono un trucco dei cattivi per renderci sempre rintracciabili e per spiarci, i vaccini sono un trucco per farci del male, la sanità è una scusa per guadagnarci sopra da parte delle BigPharma, ecc. ecc.

C’è tanto da fare per combattere il tumore dei complottisti.
Ce la faremo? Io comunque, nonostante tutto, credo di sì.

Gianluca Floris

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