Mi piacerebbe – Consigli ai miei giovani colleghi artisti lirici & Co.

Mi piacerebbe

Sono diventato quello che sono anche e forse soprattutto grazie agli errori che ho fatto. Io appartengo, purtroppo per me, alla razza di coloro che imparano solo dai propri sbagli e non sono capace di evitare un guaio solo perché mi mettono in guardia.
E se è vero che la vita che ho fatto è stata fortunata, nonostante gli errori che ho commesso, è vero che sento comunque l’impulso di mettere sul chi vive i giovani che stanno iniziando la carriera.

Mi piacerebbe mettere insieme una “lista della spesa”, una specie di elenco di errori da non fare. Lo so che non serve a niente, che nessuno metterà in pratica i consigli di un altro, ma in tutta onestà sento di doverlo fare. E, già che ci sono, la lista della spesa la faccio anche per coloro come i registi, i casting manager e gli agenti, che da giovani si stanno affacciando alla loro professione.

Mi piacerebbe che queste liste della spesa servissero sia a non arrecare danno a sé stessi e a sviluppare la carriera nella maniera migliore, sia a non fare danni agli altri, come potrebbe accadere in professioni come casting manager, regista o agente.

Le liste della spesa

Per i colleghi cantanti più giovani

– Arrivate alla prima prova, sia essa di regia o musicale, con tutta la vostra parte a memoria sia musicalmente che col testo. Abbiate soprattutto cura di essere molto preparati sui concertati e sulle parti serrate e concitate a incastro con i colleghi. In particolare nelle vostre scene abbiate cura di imparare per bene le parti di tutti quelli che cantano assieme a voi abituandovi a sentire le loro frasi durante le pause del vostro canto.

– Curate di non creare mai problemi al teatro, al regista, ai direttori. Siate professionali e fate tutto quello che vi viene chiesto nell’ambito della professionalità. Non fate neanche un briciolo di più. Mai.

– Cantate sempre (sempre!) in voce alle prove musicali e alle prove d’assieme.

– Pagate la commissione al vostro agente immediatamente dopo aver ricevuto i soldi dal teatro. Non dite mai: “ti pago tutto insieme alla prossima”, in breve tempo sarete stritolati dai debiti e, non pagando più l’agente, in breve sarete anche senza lavoro. Lo so che a voi sembra strano, ma l’agente fa quello che fa per voi solo per i soldi.

– Non dimenticatevi mai di dire “bravo” ad un collega. Ne ha sicuramente bisogno.

– Se dividete il camerino con uno o più colleghi, non vocalizzate mai prima della recita. Fatelo in altro luogo, preferibilmente lontano da quello della recita. Occupate solo il vostro spazio e siate sempre puliti e ordinati. Ricordatevi che anche gli altri hanno diritto a stare tranquilli ed a concentrarsi prima di entrare in scena.

– Arrivate sempre in orario, meglio se in anticipo, alle convocazioni della produzione.

– Non scusatevi MAI dicendo che state male. Tanto non vi crederà nessuno anche se a parole vi mostrano comprensione. Se state veramente male, non recatevi alle prove e presentate un certificato medico. Il nostro è un lavoro che si fa da sani.

– Trattate con rispetto e gentilezza il personale del teatro: sartoria, trucco, macchinisti, attrezzisti, maestri collaboratori, coro e orchestra. Ringraziate sempre quando andate via.

– Appena finisce la prova, uscite subito dal teatro. Le comunicazioni agli artisti avvengono tramite affissione dell’ordine del giorno (nel quale ci sono sempre le convocazioni nominali) o tramite telefonata degli avvisatori. Non affliggete con la vostra presenza oltre l’orario previsto sia il regista che il direttore. Loro hanno già abbastanza preoccupazioni senza che li carichiate delle vostre perplessità. Se avete voglia di chiacchierare con i colleghi, fatelo subito fuori dal teatro.

– Osservate i vostri colleghi che hanno almeno venti anni di carriera e cercate di capire il perché. Ricordatevi che nessuno mai ha fatto tanti anni di palcoscenico solo per favori sessuali o per intrallazzi politici. Quelle sono solo opportunità, poi per vent’anni sul palco ci dovete andare voi. Cercate di capire perché i vostri colleghi anziani sono ancora lì.

Ai giovani registi.

– La lirica non è il teatro di prosa. Innanzitutto c’è l’inesorabile incalzare della musica e non si può disporre del tempo come piacerebbe a voi. La musica scorre. Poi nella lirica i cantanti arrivano alla prima prova di regia conoscendo già a menadito la propria parte e le interazioni con gli altri personaggi. I cantanti che avrete a disposizione hanno quasi sempre già interpretato quel ruolo e ne conoscono le difficoltà interpretative.

Quindi cercate di arrivare alle prove ben preparati. Ascoltatevi l’opera molte volte con il libretto del testo davanti. Compratevi lo spartito anche se non sapete la musica, perché nello spartito ci sono delle didascalie esplicative che vi aiuteranno a comprendere meglio la storia e i personaggi. Non avrete tempo di impararlo durante le prove.

– La lirica non è teatro di prosa. I costi di ogni produzione impongono di ridurre di un terzo il periodo di prove rispetto a quello che normalmente si usa nel teatro di prosa. In genere in venticinque giorni si fanno le prove sia di regia che tecniche e musicali e quindi si va in scena. Considerate che quasi sempre per i cinque giorni prima della generale ci sono le prove d’assieme e questo significa che avrete si e no venti giorni per le prove di regia. Non chiedetene il doppio: se non ce la fate in venti giorni non ce la farete neanche in sessanta. La lirica non è per voi.
La verità è che con la professionalità degli artisti di oggi, uno spettacolo può quasi sempre essere montato in una settimana, per quello che riguarda il cast. Per la tecnica scenografica il discorso è diverso, dipende dall’allestimento scelto. Ma qui vi posso dare solo indicazioni riguardanti il lavoro col cast.

– Cercate di fare un piano prove preciso e non dite “voglio tutti qui domani mattina”. In ogni scena ci sono personaggi presenti e personaggi che non ci sono, che appaiono in altri momenti dell’opera. Sappiate sempre quello che andate a provare e convocate solo chi vi serve. Quello del cantante è un mestiere fatto di concentrazione: stare tutta la giornata a vedere montare scene nelle quali non si è impegnati, abbassa l’energia e innervosisce, oltre a stancare più che lavorare.
Non siamo alunni a scuola, e in genere l’opera della quale state firmando la regia l’abbiamo già interpretata molte volte. Quindi trattateci da professionisti. Lo siamo, dopotutto.

Per i giovani casting manager

– Non organizzate audizioni in sale chiuse tipo sale coro o sale regia. Non serve a nulla. Una voce va valutata in teatro. Sul palcoscenico. In una stanza possiamo certamente apprezzare come quell’artista canti bene o come porga la frase, ma non capirete mai se quel determinato ruolo risulterà adatto a quella determinata voce. Solo sul palcoscenico potrete farvene un’idea.

– Ogni volta che è possibile, andate a sentire i cantanti che intendete scritturare mentre cantano in altre produzioni. Per farsi un’idea su un artista, vederlo all’opera vale più di mille audizioni. Potreste rendervi conto che quasi tutti gli artisti hanno dei ruoli nei quali eccellono e altri nei quali mostrano la corda. Solo vedendolo sul palcoscenico ve ne renderete conto.

– Se state cercando un ruolo di carattere (come per esempio Goro nella Madama Butterfly o l’incredibile nell’Andrea Chenier), evitate le patetiche scene fatte di audizioni dove si cantano le arie più famose del repertorio da tenore. Sappiate che potrebbe esistere un interprete straordinario di “Celeste Aida” che come Goro non vale un soldo bucato, mentre potrebbe darsi che il più abile Incredibile sulla piazza non sia in grado di cantare in maniera soddisfacente “Recondita Armonia”. E allora, per scegliere uno di questi delicati ruoli da specialista, la cosa migliore e fare delle audizioni SUL RUOLO. Siate pronti ad ascoltare un artista sul ruolo per il quale lo si intende scritturare.
È lo stesso sistema che si usa nel casting in teatro, nel cinema e nella pubblicità. Voi giovani casting manager cercate di mettere in pratica questo semplice principio. Le vostre scelte saranno sicuramente più efficaci.

– Se avete già deciso a quali artisti dare i ruoli dell’opera che intendete allestire, evitate di sentire altri cantanti, di illuderli, di fare mezze promesse. Un artista che fatica a mettere insieme il pranzo con la cena, sulle vostre promesse può camparci per anni di speranze.

Ai giovani agenti

– Curatevi di rappresentare solo artisti di buona qualità.

– Non prendete in lista più artisti di quelli dei quali potete seguire lo svolgimento della carriera.

– Andate a parlare con i casting manager dei teatri nei quali i vostri cantanti sono impegnati nelle recite. È quello il momento più adatto e proficuo per strappare contratti.

– Seguite personalmente le audizioni dei vostri assistiti sedendovi a fianco del direttore artistico o comunque nelle immediate vicinanze per poter approfittare di ogni commento positivo.

 

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