Tutto quello che non avete mai chiesto sulla Lirica

Un’opera lirica è innanzitutto teatro. Teatro musicale. Quindi gli spettacoli di opera lirica devono essere secondo me restituiti alla loro funzione: quella di essere visti dal vivo, e non ascoltati e basta.

Perché l’opera lirica vive solo dal vivo, appunto. Perché è uno spettacolo dove contemporaneamente l’orchestra suona, i cantanti cantano, i macchinisti fanno i movimenti, la sartoria allestisce i cambi, i maestri di palcoscenico coordinano gli ingressi e i movimenti delle scene e il direttore musicale di palcoscenico dirige le bande e i cori fuori scena seguendo l’orchestra che sta suonando in buca.

È uno spettacolo complesso e per questo spettacolare. È uno spettacolo che piace sempre ai bambini e ai ragazzi perché è semplicissimo da seguire e perché l’effetto della messa in scena è sempre impressionante.

I paludamenti di una certa critica nel dopoguerra hanno nociuto all’opera lirica tradendo il suo scopo originario: quello di essere uno spettacolo autenticamente per tutti, per il popolo.

Certo, in ogni opera ci sono livelli di lettura più profondi, per chi ha gli strumenti per coglierli, ma chi non ha tanti strumenti si gode la storia del Flauto Magico o della Traviata senza alcun problema o difficoltà.

Alla Lirica fanno male tante cose: l’inadeguatezza dei manager dei teatri italiani, i direttori e i registi che non conoscono il testo o che sono inadeguati tecnicamente, i cantanti che non hanno voglia di interpretare o che non hanno i mezzi necessari.

Alla lirica fanno male anche coloro che arrivano a teatro per confrontare le performance canore con quelle di artisti morti dei quali hanno le registrazioni vecchie.

Alla lirica, e al teatro in generale, fanno male quelli che arrivano a vedere lo spettacolo senza saperselo godere davvero, sempre con nelle orecchie quella registrazione del 1954 o del 1936.

Alla lirica fanno bene gli spettatori che non hanno problemi a piangere guardando Violetta che dissimula in “Amami Alfredo”, che non hanno paura di ridere a crepapelle guardando un’opera buffa di Rossini, ecc. ecc.

Alla lirica fanno bene i direttori d’orchestra in grado di coordinare al meglio orchestra e palcoscenico mantenendo una linea musicale e interpretativa efficace. Alla lirica fanno bene i registi capaci di cogliere ad ogni battuta musicale gli stati d’animo dei personaggi e gli impulsi dell’azione, alla lirica fanno bene i registi in grado di evidenziare e di esaltare le relazioni drammaturgiche fra i personaggi e le loro evoluzioni di personalità e di intenzione.

Andate a vedere un’opera a teatro. Sono elementi di bellezza e di intelligenza immessi nel mondo. È arte espressa da artisti, tecnici e artigiani  che deve essere consumata nel mentre che la si esegue, respirando la stessa aria che respirano gli interpreti sul palcoscenico.

“Io di lirica non capisco niente” è una frase senza senso. Hai capito la storia? Hai capito i personaggi? Hai sentito bene tutte le voci? Ti sei emozionato per le luci, per i costumi e per la scenografia? Sono risposte che può dare qualsiasi spettatore di oggi. Uno spettacolo funziona solo se arriva a tutti quelli che “non sono esperti di lirica”. Se no qualcuno di noi non ha fatto bene il proprio lavoro artistico.
Tutto qui.

Gianluca Floris

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