C’erano operativi dei servizi segreti in via Fani. L’avevo scritto nel 2006.

ViaFani

La notizia l’ha data anche l’ANSA e la trovate cliccando qui.

In poche parole i famosi due personaggi che sono transitati sul luogo della strage subito dopo l’agguato, a bordo di una moto Honda, pare fossero due operativi dei servizi segreti e pare che fossero lì per “coprire le spalle” al commando “brigatista”, acciocché nulla andasse storto.

Nulla di strano. I proiettili usati in quell’agguato erano di tipo NATO e provenivano da un “nasco” di Gladio. Non ci credete? Basta andarsi a leggere gli atti dei processi Moro e delle commissioni di inchiesta sul sequestro Moro, come ho fatto io. Quindi il coinvolgimento di servizi occidentali e di ambienti vicini alla NATO era già noto a chiunque avesse dato uno sguardo agli atti dei processi e delle commissioni di inchiesta sul caso Moro.

E io mi sono dovuto attentamente documentare: ho scritto sulla strage di via Fani dapprima una piece teatrale andata in scena a Torino, al teatro Baretti, e in seguito ne ho tratto un libro che ho pubblicato nel 2006. Il titolo era “Il lato destro” perché la narrazione si basava sul fatto che dai rilievi e dalle testimonianze risultava chiaramente che all’azione di via Fani partecipò una persona che agiva sul lato destro del convoglio di macchine e che ha esploso quasi tutti i colpi mortali che hanno annientato la scorta.

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Su novantuno colpi totali sparati quella mattina (compresi i due di Iozzino) ben 47 furono sparati da questo oscuro personaggio la cui presenza fu (ed è) sempre negata da Moretti e dagli altri partecipanti al gruppo di fuoco.

E i colpi andarono praticamente tutti a segno. E furono sparati a raffiche brevi, con una precisione impressionante. E chi spara a raffica con precisione impressionante è un qualcuno addestrato militarmente in maniera professionale, non da autodidatta.

Quindi – è questa la mia tesi nel libro – si trattava di un “professionista” che magari aveva partecipato anche al sequestro Schleyer in Germania l’anno prima. Il presidente della Confindustria Tedesca era stato infatti rapito con la stessa identica azione di fuoco rispetto a via Fani. Stessa tecnica, stessa efficacia = stesso addestramento = stessa pianificazione

E io sono da sempre convinto che questo tipo di “perfezione operativa” non la si possa raggiungere se non con un addestramento professionale militare di altissimo livello. Che i gruppi terroristici non hanno mai avuto. Che hanno sempre avuto le forze armate e gli operativi dei vari servizi segreti di tutto il mondo.

Questo per dire che questa notizia, non solo non mi stupisce, ma la sapevo già. C’era scritta in tutti gli atti pubblici che chiunque può consultare.

Gianluca Floris

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