Perché per me l’unico concerto di capodanno è il Neujahrkonzert di Vienna

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Per me l’unico concerto che sottolinea la festa alla mattina del primo gennaio di ogni anno è quello del Musikverein di Vienna, non altri. Ecco perché:

1 – è il concerto per eccellenza del primo dell’anno.

2 – è composto da musiche scritte apposta per le occasioni di festa.

3 – sono musiche che esprimono la cultura austrungarica che ha elevato ad arte la festa e il divertimento.

4 – è un concerto che ha l’atmosfera di leggerezza e di informalità che si confà ad una festa.

Noi italiani abbiamo sviluppato una cultura musicale che ha nel melodramma il suo culmine espressivo. Nella nostra tradizione il tema musicale è sempre un melodramma. Fino alle canzonette dei nostri tempi, i nostri contenuti discendono dalla concezione melodrammatica dell’arte (che mi piace, mi appartiene e che è la mia vita). Finanche i nostri sinfonisti (Respighi, Martucci e altri) hanno mantenuto nella loro forma una struttura “drammatica” lontanissima dalla leggerezza necessaria ad una festa. Non componevano pensando alle feste e alle danze come gli Strauss.

Quindi ecco che, per me,  la festa della mattina del primo dell’anno appartiene solo alla estrema leggerezza e soavità dei valzer straussiani, non alla ponderosità della musica italiana. Appartiene agli scherzi in musica degli strumentini che imitano il cinguettio degli uccellini o dei giocattoli meccanici, non alla drammaticità di un canto lirico.

Perché la nostra italiana è musica dove piangere, fremere, palpitare, e il giorno di festa non è il luogo della pesantezza ma, ripeto, della leggerezza. La musica da festa dell’impero asburgico è invece perfetta: leggera e superficiale quanto basta, raffinata e popolare quanto basta, spettacolare quanto basta, seria quanto basta, giocosa quanto basta.

Lasciamo alla nostra musica italiana il ruolo che le spetta: quello di testimone planetario del meglio che la nostra civiltà ha espresso, di luogo dove catarticamente continuare a riconoscere l’umanità e nel quale far fremere tutto il mondo.

Ma oggi è festa: a tutti voi Prosit Neujahr!!

Gianluca Floris

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