Pensierino di Pasqua

Mi è venuto a trovare un pensiero ieri notte, mentre attendevo la mezzanotte nella suggestiva piazza San Giacomo nella mia città: Cagliari.

Pensavo che mi hanno insegnato che “Pasqua” viene da “Pesach” ebraico e da “Pascha” aramaico che significa “Passare oltre”, “liberazione”, “Passaggio”.

Ho pensato che la Pasqua è una festa che ci ricorda quindi che la vita È “trasformazione” e “passaggio” e di come sia necessario vivere “passando oltre”, “liberandoci” dalla schiavitù delle cose: del tempo, delle convenzioni, delle paure, degli egoismi.

Ho pensato che noi italiani viviamo in un periodo pieno di terrore o – nel migliore dei casi –  di sfiducia verso il futuro. Pensiamo che tutto il domani sarà tremendo e viviamo con un costante disincanto verso il mondo presente che ci impedisce di vivere appieno la vita. Siamo sempre ossessionati dal “come era bello” e dal “come sarà tremendo”.

Ho pensato che, invece, dobbiamo – devo io innanzitutto – pensare che tutto quello che sono, che vedo e che vivo è in costante cambiamento e che così è sempre stato e che sempre sarà così.

Ho pensato che devo fare lo sforzo di pensare ogni giorno che anche io morirò domani e che il mio corpo si trasformerà e che di me non rimarrà granché se non ceneri e fumi. E ho pensato che è giusto così perché è così la vita, perché è questa l’essenza della vita: la trasformazione.

Accettare questo è necessario per liberarmi dall’idea idiota che ci è venuta in mente (a tutti noi italiani): che se il mondo cambia rispetto a quello che è stato fino ad ora, nulla avrà più senso e si avvicina il tempo della tregenda.

Ho pensato che pensare questo è sbagliato perché è profondamente falso; invece è vero proprio il contrario: che se la vita procedesse sempre uguale a sé stessa non avrebbe alcun senso e non sarebbe nemmeno nata, la vita. È vero il contrario: la vita, il nostro corpo, il nostro prossimo, le associazioni umane, il pianeta, – l’universo persino – sono sempre stati in continua trasformazione e sempre lo saranno perché nulla è statico nell’universo. La stasi non è contemplata e l’atto stesso del nascere e del morire ce lo urla a piena voce.

Il mondo ci sopravviverà, gli stati ci sopravviveranno, le leggi ci sopravviveranno, la bontà ci sopravviverà, la cattiveria ci sopravviverà, persino molti nostri cari ci sopravviveranno quando avremmo attraversato quella grande trasformazione che sarà la nostra morte biologica.

Ma noi italiani – io in prima persona – dobbiamo smetterla di pensare a qualsiasi cambiamento ci si presenti davanti con terrore, paralisi, rifiuto, rabbia. Il mondo cambia perché è nella sua natura, l’uomo e le sue costruzioni cambiano perché è nella loro natura, nella natura delle cose; è la trasformazione l’essenza della nostra vita e dell’universo. Impegniamoci invece a capirli, questi cambiamenti; impariamo a leggerli, ad osservarli, a governarli, per quanto possiamo.

E allora il mio pensierino di Pasqua è che non dobbiamo mai più vivere con la testa rivolta all’indietro, ma sempre rivolta al domani, al cambiamento, al prossimo passaggio che ci aspetta. Il cambiamento e la trasformazione diventino parte di noi, senza paure, senza desiderare che la freccia del tempo inverta la sua direzione. Tanto non accadrà.

“Liberiamoci” delle paure di non vivere più nel passato, accettiamo la trasformazione come legge fondamentale della nostra vita e liberiamoci dal terrore.

“Passiamo oltre”, quindi, ogni giorno.

Buona Pasqua a tutti.

Gianluca Floris

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