L’inciucio tra Renzi e Verdini

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Nella politica la mediazione e l’accordo sono fondamentali. Mi occorre far passare un dato provvedimento, mi occorre votare quel disegno di legge, quella ratifica o altro. Mi rendo conto che non ho i numeri per farlo passare all’interno della mia maggioranza e quindi devo cercarmi altri voti a sostegno.

Così funziona la democrazia parlamentare.

La prima cosa che posso fare è NON METTERE LA FIDUCIA sul provvedimento che mi serve, così lascio liberi i membri della mia maggioranza di non votarli e posso accogliere altri voti di forze che non ne fanno parte, senza provocare imbarazzi.

Perché così funziona la democrazia parlamentare.

Se l’operazione non mi riesce (perché magari qualcuno con il quale avevo trovato l’accordo poi si defila) allora trovo all’interno della mia maggioranza un nuovo testo modificato, tramite una azione di “mediazione”, e, una volta che ho trovato l’accordo, lo porto in votazione con il vincolo della “fiducia”. Che vuol dire: o mi votate il provvedimento o andiamo tutti a casa. Perché un governo che non ha più la maggioranza alle camere deve dimettersi.

Perché così funziona la democrazia parlamentare.

Ora, dopo anni di educazione politica fatta sui talk show e sul “parla come mangi”, è passata fra gli italiani (la stragrande maggioranza degli) il fatto che ogni mediazione, ogni accordo sia un “inciucio” (orribile termine che nel senso comune ha solo connotazioni negative) e che quindi non si debba mai fare nessun tipo di accordo o di patto.

A denunciare l'”inciucio” ogni volta che si procede ad accordi o mediazioni, è la parte maggioritaria degli italiani che non vuole si facciano mai accordi, il che sarebbe invece il nucleo vivo di una democrazia parlamentare: la “mediazione” fra le diverse componenti politiche espresse dai cittadini.

Le critiche sono univocamente volte a stigmatizzare la parte con la quale si fa un accordo: “Quello è indagato”, “quello è un ladro”, “quello è impresentabile”, ecc.
Agli italiani oramai sfugge che l’unico caso in cui non si facciano mai accordi è quello di un dittatura di una sola parte politica, che tutto può fare senza chiedere voti e senza mediare con nessuno.

Che è cosa che accade, ripeto, solo nei regimi totalitari.

“Io non faccio accordi con nessuno” è infatti lo schema di azione del movimento di proprietà privata di Grillo e Casaleggio il quale, per sua stessa ammissione, non fa accordi con nessuno. Il sogno dei due padroni del M5S è quello di governare da soli (per esplicita ammissione). Sognano un governo monocolore che possa governare senza fare accordi con nessuno.

Che è cosa che accade, ripeto, solo nei regimi totalitari.

Ora, la considerazione di buon senso (impossibile da comprendere dal 73% degli italiani) è che io posso fare accordi solo con una persona diversa da me, con una persona che non sono io. Io posso tentare una mediazione solo tra due parti che sono distanti nelle loro posizioni e fra le quali la “mediazione” individua un punto medio.

Perché così funziona una democrazia.

Io posso sedermi a delle trattative di pace solo con un mio nemico, con uno che non mi piace, che mi ha ucciso la mamma e i figli. La trattativa di pace si può fare solo con il nemico, appunto. La pace – rammentarlo aiuta – la si può fare solo con il nemico. L’alternativa è dire “io con quello lì non ci parlo” e continuare a proseguire la guerra.

Non parlare con il nemico politico ma combatterlo e basta è cosa che accade solo nei regimi totalitari.

Visto che i dati OCSE attestano come gli italiani abbiano un grosso problema a capire concetti semplici come questi, ecco che in Italia si pensa che ci sia una forza politica che potrebbe governare da sola ma che non lo fa perché preferisce “inciuciare” con gli altri. Cosa evidentemente idiota anche solo da pensare, ma che è senso comune oramai.

Non importa quanto sia imbecille questa idea, dato che ogni forza politica anelerebbe a governare senza problemi. Essa è mainstream adesso, in questo momento storico. Non serve a nulla far notare che, non essendoci una maggioranza univoca con i numeri per governare , si debba per forza governare con delle alleanze con forze diverse e spesso distanti. Non serve a nulla perché questo concetto comporta l’accettazione che la realtà non sia “bianca o nera”, ma che sia complessa e come cosa complessa vada trattata. Una caratteristica della maggioranza degli taliani di oggi è quella di non comprendere la complessità della realtà (dati OCSE).

Gli italiani pensano che in queste condizioni si possano fare solo leggi “giuste, coerenti e belle”, senza considerare che i voti per votare li hanno anche i cattivoni che non la pensano come noi e che, senza quei cattivoni, i provvedimenti non possono passare perché non hanno i voti sufficienti.

Ma capire questo, per la maggioranza degli italiani, è quasi impossibile.

Ecco che gli italiani non capiscono proprio come mai le leggi non sono quelle che vorrebbero loro e denunciano il perenne “inciucio” fra massoni, Bilderberg, banche, ecc.

Un regime totalitario, solo quello, potrebbe oggi soddisfare la voglia italica di un governo che non deve più sottostare alla mediazione e agli accordi. E non è detto che questo non accada in futuro, per la gioia di quelle forze (oramai largamente maggioritarie) che aborrono il dialogo e che lo chiamano “inciucio”.

Per fortuna mia (che aborro invece l’idea di un regime totalitario) gli italiani alle prossime elezioni continueranno a disperdersi in mille partitucoli personali, e l’arte della mediazione e dell’accordo rimarrà più che mai valida e efficace. L’unica strada percorribile in un paese ancora (non so fino a quando) civile.

Gianluca Floris

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