Urge un nuovo monachesimo contemporaneo.

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Come vivere nel mondo di oggi, che ci vede oramai esigua minoranza immersi in una realtà a noi contraria in tutto e per tutto? Come vivere in un periodo storico italiano nel quale non ha più nessun valore la cultura, la gentilezza, la cortesia, l’approfondimento, la competenza, l’altruismo, la solidarietà e l’etica? Come vivere in un mondo dove tutte queste negazioni sono volute e proclamate a gran voce dalla stragrande maggioranza dei cittadini?
Ci sono due cose da fare, subito:

1 – Occorre accettare la realtà
2 – Occorre un nuovo monachesimo

Accettare la realtà.
È indispensabile se non si vuole correre il rischio di impazzire. Se non si vuole correre il rischio di morire prima della morte biologica. Ne vediamo tanti e tutti i giorni di morti-dentro che, non accettando il mondo com’è, vivono una vita di rabbia, astio e morte verso tutti coloro che li circondano.
Quindi la prima regola è accettare la realtà. L’occidente è oramai la patria dei Trump e dei Lepen, dei Salvini, dei Farage, dei Grillo e di Alba Dorada. Lo so che non ci piace, ma dobbiamo accettarlo. La maggioranza in democrazia decide tutto e ora la democrazia diretta, che soppianterà entro due lustri al massimo la democrazia rappresentativa, è la nuova legge onnicomprensiva, il nuovo credo dogmatico.
Accettiamolo. Non serve a nulla sfoggiare le nostre conoscenze specifiche, le nostre letture varie e ricche, la nostra cultura e sensibilità musicale, la nostra passione per l’arte figurativa, il nostro coltivare il dubbio come metodo. Accettiamo la realtà e smettiamola con questo atteggiamento di voler a tutti i costi salvare il mondo e di metterci su un piedistallo. Il mondo si salva da sé e noi singoli non contiamo nulla e nulla possiamo fare per salvarlo.
Accettare la realtà vuol dire innanzitutto separarsi da qualsiasi giudizio. Noi siamo quello che siamo e non possiamo cambiare, ma anche la realtà è così. Abbiamone rispetto e accogliamola. Facciamo parte di questo mondo e di questo tempo, anche se non ci piace. Viviamo la nostra vita accettando quello che ci circonda. Questa è la prima cosa che dobbiamo imparare a fare. Urgentissimo.

Nuovo Monachesimo
Siamo in un periodo di devastazione totale e assoluta. Le orde si sono impossessate di tutti i campi del vivere associato e nulla di quello che abbiamo coltivato ha più alcun senso oggi. Ora arrivano le nuove energie del popolo finalmente padrone assoluto che non riconosce più nulla di quello che era. Finisce l’arte, la letteratura, le convenzioni, i codici di comportamento di cortesia e gentilezza, l’educazione, la competenza, lo studio, il sacrificio, la serietà, l’affidabilità personale e tutto quello che era vero fino a qualche decennio fa.
Nel mondo di oggi del politico in canottiera, che si esprime con le parolacce e insulta l’avversario con frasi cariche d’odio, nel mondo di oggi con i talkshow spargiletame, i programmi di comici tutti uguali, nel mondo di oggi nel quale chi riceve un sopruso si rivolge al Gabibbo o alle Iene, anziché all’autorità, in questo mondo qui noi dobbiamo dar vita ad un nuovo monachesimo contemporaneo. Un monachesimo laico o no, non importa. L’importante che sia monachesimo.
Come durante le invasioni dei barbari, negli scriptoria i monaci amanuensi copiavano a man bassa i classici, testimoni delle culture che li avevano preceduti; così noi oggi dobbiamo diventare ognuno un monastero con uno scriptorium, in senso figurato.
La storia non finirà con noi e prima o poi tornerà il tempo dello studio, dell’importanza di accrescere la conoscenza delle cose del mondo, del voler ragionare sui temi più complessi e di volersi confrontare con gli altri senza più la vergogna di apparire acculturati o capaci di ragionamenti.
Prima o poi, statene certi, torneranno i tempi in cui l’ignorante si vergognerà di nuovo di esserlo e pretenderà di avere un’istruzione, come era fino a trenta anni fa, grazie alle lotte di un popolo che un tempo fu cosciente e eticamente valoroso.
E quando ci saranno i tempi nuovi servirà tutto il materiale che avremo saputo raccogliere noi, monaci del nostro tempo.
Oggi i mezzi a disposizione sono straordinari, rispetto a quelli di qualsiasi altro periodo storico passato. Oggi ognuno di noi può essere monastero, monaco, scriptorium e, se vuole, tempio.
Quindi ecco quello che dobbiamo fare. Accumuliamo libri, film, visioni, storie, ragionamenti, gentilezza, rispetto, amicizia e solidarietà (perché ci vergogniamo di parlare di “amore”, per questo lo chiamiamo “solidarietà”).
Testimoniamo nella maniera nella quale siamo capaci. Chi sa cantare canti, chi sa ascoltare ascolti, chi sa parlare parli, chi sa dipingere lo faccia, chi sa guardare lo segua, chi sa pensare lo faccia. Scriviamo tutto quello che possiamo, lasciamo un’impronta di noi, testimoniamo in ogni momento il nostro orizzonte etico. Non stanchiamoci di essere i monaci di noi stessi, di essere i monaci del nostro presente.
Ognuno legga libri, guardi spettacoli, ascolti discorsi musicali e ne condivida opinioni e sensazioni. Ognuno di noi si fermi due minuti a parlare con un mendicante e gli chieda come si chiama e dove ha la famiglia.
Ognuno di noi saluti sempre con cortesia quando arriva e quando se ne va.
E ognuno di noi sorrida, quando incontra altre persone.
Questo è il nuovo monachesimo di cui abbiamo disperato bisogno oggi. Un monachesimo fatto di testimonianza di quello che siamo, di quello che ci ha fatto diventare così e di quello in cui ognuno di noi crede ancora, e crederà fino alla morte del corpo.
Perché è questo l’unico modo che conosciamo per essere vivi, ora e sempre.

Dobbiamo essere monaci, di una nuova e semplice regola: testimoniare quello che siamo.

Gianluca Floris

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