Facebook – Le nostre colpe sui social

leonitastiera

Credo che sia giunto il tempo, per me, di fare un bilancio dopo otto anni che sono un utilizzatore intenso dei social. Inizio dalla fine, e scrivo prima le conclusioni, ché spesso uno scritto sul web non viene letto tutto.

Conclusioni
La colpa della deriva nazista, razzista e violenta sui social, è nostra. È colpa di quella stragrande maggioranza che è cresciuta ed è stata educata coi princìpi della civiltà, del vivere associato e del rispetto delle regole democratiche. Questa è la maggioranza anche degli utenti facebook, ma ha deciso di non interagire, di stare alla finestra a leggere le peggio porcherie senza vergogna che la minoranza nazista diffonde a man bassa.
L’effetto di questa ignavia della parte virtuosa dei cittadini è il fatto che dei social si sono di fatto impossessati le squadracce naziste da tastiera. Molti dei miei contatti mi confessa “io voterò così o cosà ma non posso dirlo su Facebook perché mi lapidano”.
Ci sarebbe bisogno invece di una assunzione di responsabilità della parte civile dei cittadini, per urlare a gran voce i principi di civiltà coi quali siamo stati educati.
C’è bisogno urgente che ognuno proclami civiltà e che stigmatizzi i memi bestiali che hanno sempre maggior risalto, sul web e sui media.

Perché le persone civili non intervengono
Perché ritengono – a torto – che non sia importante, che i social non siano la vita reale e che siano solo un giochino, una infatuazione momentanea. Perché in pochi hanno compreso che i social sono i luoghi dove si sta formando e organizzando il nuovo socialismo nazionalista (o nazionalsocialismo) e dove i media prendono le tendenze politiche che poi i politici (che devono essere rieletti) fanno proprie. Perché non si ha ancora piena contezza del fatto che il web è più incisivo dell’invenzione della spoletta volante, e che è e sarà sempre di più il web a governare i prossimi meccanismi di confronto sociale e politico. Che ci piaccia o no.
È – mutatis mutandis – la stessa cosa che è accaduta in questi ultimi 25 anni. “IO non voto perché non c’è nessuno che mi rappresenta”. E le persone civili, che sono sempre la maggioranza reale nella società, preferiscono lasciare il voto ai fedeli dei vari schieramenti in campo, a quelle che si sono sempre chiamate “truppe cammellate” dei partiti.

I social sono una tribuna straordinaria
Perché nei social oramai si confermano le convinzioni e i pre-giudizi, nei social vi è la più larga possibilità da che esiste l’uomo di dibattere con opinioni differenti, e con credenze magiche o post-fattuali. Sono i social a rappresentare una vera agorà translocale, che mai era stata inventata prima.
Io che ho il vizio di esprimere sempre le mie posizioni sui miei wall dei social, mi trovo spesso a dibattere con orde di violenti, razzisti, ignoranti e, sui commenti, mi trovo spesso solo contro dieci. Perché i miei contatti più civili (che sono la maggioranza) al massimo mettono un like sulla mia risposta sagace, ma mai “scendono” ad aiutarmi nella rissa. E questo è una spia della tendenza più generale.

Sub conclusione
La rivoluzione che occorre ora è la rivolta delle persone per bene contro la accozzaglia razzista e nazista montante. Questa rivolta può essere civilmente espressa sui social e, anzi, deve essere espressa a gran voce anche e soprattutto sui social.
Perché sembra che oggi sia scontato pensare che sia giusto il “prima noi, e poi aiutiamo gli altri”. Ma è questo il seme di ogni sciagura dell’umanità, da sempre.
Intervenite, sempre.

 

Gianluca Floris

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