La clausola di interesse nazionale.

Sono affetto da una lieve forma di “diabete di tipo 2”, prendo due pastiglie di metformina al giorno e sono sotto controllo dal servizio sanitario (diabetologia) della mia Regione (Sardegna). Come tanti altri in analoghe situazione ho potuto constatare come, al di fuori della mia regione, non possa utilizzare le dotazioni e le prescrizioni provenienti dalla mia Regione. Al di fuori della Sardegna non posso avere le dotazioni dei misuratori della glicemia e non posso utilizzare le prescrizioni mediche perché ogni Regione ha il suo sistema sanitario differente. Viaggio molto e mi è già capitato di dover sborsare somme ingenti per l’acquisto di materiale che occorre alla mia cura.

Il mio è un esempio stupido e poco grave. Posso fare “scorta” di quello che mi occorre quando mi devo trasferire lntano da casa (devo solo portarmi dietro un po’ di pastiglie, dopotutto). Ma per patologie più gravi della mia la situazione può essere davvero invalidante economicamente e di fatto può impedire il diritto allo spostamento sul territorio nazionale delle persone con problemi sanitari gravi.
Ecco, questo è uno dei casi in cui lo Stato può avocare a sé la “clausola di interesse nazionale” che avrebbe come effetto l’obbligare i sistemi sanitari regionali a rendere efficaci le prescrizioni e le cure in tutta Italia.
Nella ridefinizione dei poteri dello Stato e delle Regioni in materia di Sanità, ci sarebbe anche questo effetto, se dovesse prevalere il Sì.

La clausola di interesse nazionale significa il far prevalere l’interesse collettivo su quello particolare, alla base della nostra civiltà. Poniamo ad esempio il caso di dover assicurare agli italiani tutti la difesa dalle radiazioni dovute alle discariche di rifiuti radioattivi non in sicurezza.

Si dovranno prevedere dei luoghi sicuri dove custodire queste scorie, in modo da tutelare la salute di tutti i cittadini del territorio nazionale.
“No, in Lucania no”, diranno i lucani. “No, in maremma no”, diranno i maremmani, e così via. Non si troverà una comunità che una disposto ad accogliere un deposito di scorie, perché nessuno crede più alla scienza e alla tecnologia, nessuno crede più al vivere associato civile.

Ecco, con la “clausola di interesse nazionale”, prevista dalla riforma costituzionale oggetto di Referendum, nel caso che non si trovi un territorio disposto ad accogliere un deposito controllato di scorie nucleari, lo Stato avrà la possibilità di individuare un territorio sicuro dove stoccare le scorie, con una garanzia di sicurezza per tutti gli italiani, anche di quelli nei pressi dello stesso deposito.

La “clausola di interesse nazionale” è un presidio di civiltà, contro il “non nel mio giardino” che tanti danni ci sta provocando nel vivere civile. Contro il meme del “prima i miei interessi, gli altri si fottano” che ha invaso le nostre teste.

Perché io sardo devo avere un deposito di scorie? fatelo altrove. E lo propongono in Basilicata (servono posti geologicamente neutri e che non inquinino falde). Ma lì si dirà: “io non l voglio, fatelo altrove”. E così via. Il risultato è che l’Italia non potrà garantire ai suoi cittadini uno o più depositi sicuri, che è diritto di tutti.

La clausola di interesse nazionale è un presidio di civiltà e di garanzia per tutti i cittadini dello Stato. Finché ci sarà, uno Stato Italiano.
Io spero di Sì.

Gianluca Floris

 

P.P. Leggi anche La nostra Costituzione e i compromessi

Advertisements

About gianlucafloris

"gianlucafloris" punto "me" "gianlucafloris" dot "me"
Gallery | This entry was posted in Uncategorized. Bookmark the permalink.