Incredibile!!! – Ho cambiato idea sul Referendum Costituzionale!

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È accaduto proprio ieri parlando “de visu” con un amico tra i più cari, di quelli che ascolto sempre con attenzione perché dice sempre cose che non mi aspetto e che mi aprono la visione a prospettive che non avevo considerato.
Lui è un convinto e argomentato sostenitore del No e io un (francamente meno convinto) sostenitore del Sì.
Quello che ci unisce, nella nostra amicizia,  è anche la consapevolezza del modo nel quale viviamo e del modo con il quale ci siamo formati le nostre personalità: la capacità di saperci “vedere da fuori”, insomma.
A suo lucido dire, lui, verso la realtà del mondo ha sempre avuto un atteggiamento che tende al pessimismo, pur essendo persona davvero attiva e estremamente positiva ed efficace nella vita. Io invece mi sono sempre reso conto che ho sempre avuto questa ingenua e a volte infantile tensione a guardare al futuro con fiducia, a voler vedere cosa c’è dietro quell’angolo. “Io, quando posso, mi butto sempre verso una cosa che non conosco”. Questo mi è uscito dalla bocca nello stesso momento nel quale lo fissavo nella mente, grazie alla fertile chiacchierata. Perché sono sempre stato così.
Quindi ho cambiato radicalmente idea: sono spinto a votare Sì perché sono fatto così, non per il merito del quesito, come erroneamente pensavo prima.
Non ho paura dei rischi che questa riforma dovrebbe comportare, perché credo (spero?) che gli italiani abbiano la capacità (ancora) di utilizzarla in maniera positiva, nonostante tutto.
Non ho paura del fatto che altre forze politiche possano cercare di utilizzarla in senso antidemocratico, perché mi fido delle garanzie costituzionali che rimangono (Indipendenza della Magistratura, poteri del Presidente Del Consiglio invariati, Corte Costituzionale e Presidente della Repubblica) ma soprattutto, ripeto, perché mi fido degli italiani, nonostante tutto.
Anche se prima non avevo questa coscienza del come in me si formasse la decisione di votare in una data maniera al referendum, avevo comunque questo non definito fastidio verso i toni di questa campagna; soprattutto il fastidio per i toni rivolti a coloro che fanno la scelta opposta alla nostra (non sono senza colpe nemmeno io, ovviamente).E ho capito l’errore di fondo che facciamo tutti.
L’errore che facciamo, che faccio, è quello di presumere di sapere perché l’altro vota diversamente: “Lecchino di Renzi”, “Servo delle banche”, “Servo del PD”, “Nazista”, “Populista”, “Analfabeta funzionale”, ecc.
Ecco, il senso di questo mio scritto è questo: ho capito che ognuno sceglierà secondo la propria intima personalità, secondo il proprio essere, e che non c’è da insultare o da denunciare nulla o nessuno.
Ho paura? Sì, e allora? Non ho forse pieno e sincero diritto di aver paura del futuro, in un periodo come questo di stravolgimenti assoluti? Chi mi può giudicare davvero? Chi ne ha il diritto?
Sono un ingenuo ottimista ad oltranza? Sì e allora? Non ho forse il diritto di continuare a vivere nell’unica maniera che so? Chi ha il diritto di accusarmi e di giudicarmi per come sono fatto?
Nessuno ha questo diritto.
Grazie ad un amico caro, che ha evidentemente il compito “karmico” di stimolarmi maieuticamente, ho cambiato idea sul referendum. O meglio, sul perché si vota Sì o No. Segnatamente sul perché voterò Sì, nel dettaglio.
Gianluca Floris
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