La fine della responsabilità penale individuale. Il nuovo nazismo ha vinto.

trump

La responsabilità penale non è più personale. Nominalmente lo è ancora, è vero, ma lo sarà ancora per poco. la colpevolezza non appartiene più alla persona fisica che ha compiuto il delitto, ma a tutta la sua appartenenza. Non esiste più la colpevolezza di un magistrato: i colpevoli sono tutti i giudici. Non esiste un esponente colpevole del PD: i colpevoli sono tutti gli appartenenti al PD. La colpa non è di quel prete pedofilo, ma di tutta la Chiesa. La colpa non è di quel ROM, ma di tutti gli appartenenti a quell’identità. La colpa non è solo di quel massone, la colpa è di tutti i massoni. La colpa non è del governo israeliano, ma di tutti gli ebrei. La colpa non è di quel musulmano, ma di tutti i musulmani.

È il momento della nuova barbarie animale, segnata prima di tutto – appunto – dalla caduta del principio della responsabilità penale personale e dall’additare come colpevoli le culture, le credenze, le appartenenze della persona fisica che ha commesso il delitto. Questo è il primo segno della fine della democrazia. “I colpevoli della nostra situazione sono gli ebrei”. Sostituiamo a ‘ebrei’ la parola che vogliamo: preti, negri, islamici, cinesi, massoni, politici, giudici, piddini, tedeschi, americani, ecc. ecc.

È la responsabilità penale individuale l’ultima barriera che ci separa dal definitivo trionfo delle forze del male, come già fu nel novecento. E quella barriera è caduta. È il momento delle “liste” da pubblicare, da affidare alla gogna delle piazze, a scatenare la caccia all’uomo. La “lista” dei beneficiari dei mutui del MontePaschi è solo la richiesta che ha più rilievo nei media del momento, ma tante altre ne seguiranno. Perché, giova ricordarlo, viviamo in uno dei momenti storici di trionfo del nazismo, e dovremo prepararci a subirne gli effetti.

 

orban

Viviamo un periodo nel quale il socialismo nazionalista, o nazionalsocialismo, ha definitivamente vinto. Questo è il tempo nel quale appare giusto riservare diritti e aiuti solo a chi appartiene alla nostra nazione, non a tutti gli esseri umani. Si badi bene: è un momento storico nel quale solo pochissimi ravvisano la bestiale aberrazione di questa asserzione. Quindi a nulla vale denunciare gli atteggiamenti nazisti, come si fa contro i nuovi potenti nazisti. Più li si critica, più cresce la loro adorazione da parte delle folle. L’abbiamo visto con Trump, con Putin, Con Erdogan e con Orban. L’abbiamo visto con l’onda nazionalista  in UK. Presto con i Cinquestelle in Italia, con i nazionalisti in Francia e anche in Germania. Insomma: è il momento del nazismo odierno che è (come definizione di nazismo) un mix di istanze di maggiore giustizia e solidarietà sociale riservate solo ai cittadini della nazione e di politiche protezionistiche nazionali con chiusura delle frontiere e innalzamento di muri. Tutto già noto.

Quasi tutti gli occidentali oramai ritengono giusto costruire muri, impedire la circolazione delle genti, negare cittadinanza alla diversità, concedere assistenza solo a chi è “puro” appartenente alla comunità nazionale, valorizzare e depenalizzare gli usi più retrivi perché “Autentici e tradizionali” (Le spose bambine in Turchia, picchiare la moglie in Russia, ecc).

La vittoria del nuovo nazismo contemporaneo sta nella diffusione universale della convinzione che sia giusto pensare “prima agli italiani/sardi/lombardi/veneti/tedeschi ecc” Tutti oggi pensano che sia giusto anteporre gli interessi della propria comunità a quelli di ogni essere umano che ha bisogno. Tutti a destra e a sinistra lo pensano. Sono rimasti pochissimi sparuti isolati a ritenere che sia una convinzione esecrabile, a ritenere fondamentale l’umanità e la diffusione universale dei diritti di solidarietà, a ritenere valida prima di tutto la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo: e quei pochi sono insultati e additati in ogni media o agorà.

È andata così, la storia è ciclica (più o meno) e siamo di nuovo nella stessa situazione degli inizi del secolo. Dobbiamo accettare la realtà, nel senso di saperla leggere con lucidità, non nel senso di subirla smettendo di lottare, sia chiaro. Ma questo è il mondo oggi, questo è l’occidente oggi.

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Sia chiaro, la maniera più forte per combattere il nazismo rimane quella della cultura che si diffonda quanto più possibile. Questo non è certo più possibile in Italia dove non esiste più promozione pubblica della cultura, ma esistono altri paesi occidentali dove la cultura ha ancora un forte sostegno. Saranno quei paesi quelli ai quali dobbiamo affidare le nostre speranze.

Rimane però lo studio della storia che però ci ricorda che il nazismo nel novecento è stato sconfitto solo impiccando i suoi capi. Speriamo che l’occidente non finisca di avvitarsi in questa spirale malvagia.

Ma la storia procede anche se non siamo d’accordo. Quindi, allacciate le cinture.

Gianluca Floris.

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